Less is more…

Pensieri pigri, comunicazioni moderne, sottrazioni mentali

Archive for the ‘diario’ Category

C’est la vie…

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Riflettevo… E sono tornato a scrivere come non mi succedeva da tempo. Ora sembra quasi un evento rispetto ai tempi del blog, quando la frequenza degli aggiornamenti era costante.

Riflettevo sul caso, sull’imprevedibilità degli eventi e su come questo possa dare delle svolte all’esistenza, inattese e profonde. Pensavo in particolare a me, alla mia vita di questi ultimi mesi.

Da Marzo mia madre combatte con esemplare lucidità la sua battaglia contro il cancro dopo aver visto perdere quella di mio padre, accudita e confortata da quella persona straordinaria che è mio fratello.

Da Aprile, inaspettatamente, io ho trovato una compagna (sì, posso definirla già così) che mi sta accanto, che mi riempie la vita e con cui, sin da subito, fino a questo momento, ho condiviso tutto, proprio tutto, ora per ora, minuto per minuto, secondo per secondo, con naturale rara complicità.

Nel frattempo ho chiesto finalmente la mia tesi di laurea e dunque mi attende un lavoro faticoso e (speriamo) gratificante, carico di ansie e aspettative.

Tutto questo dopo mesi tranquilli, anche se emotivamente confusi ed intensi.

Quello che voglio dire è  che mi sento un altro Pietro, rispetto solo a poco tempo fa. Non sono diverso, sono nuovo. Eventi così importanti, che capitano all’improvviso, belli o brutti che siano, lasciano un segno indelebile nel percorso di una persona. Si creano nuovi stimoli o nuovi rimorsi, nuovi stati d’animo, si fanno riflessioni su angoli inesplorati del proprio io, si ha inevitabilmente un approccio diverso con le cose e con gli esseri umani, pur nella coerenza caratteriale. Non sono nemmeno nuovo a queste svolte, ma ogni volta mi stupisce il disegno imperscrutabile del destino, mi stupisce pensare alla piccolezza degli uomini che si affannano, bramano, fantasticano ma che poi sono costretti a fare i conti con l’imprevedibile.

Mi sento diverso dicevo. Mi verrebbe da scusarmi con tutte quelle persone, amiche, amici, conoscenti che forse ultimamente ho trascurato un po’ e con le quali non intrattengo rapporti così profondi come facevo un tempo ma per le quali continuo a nutrire stima e affetto. Mi scuserei, se solo lasciarsi travolgere e assorbire dalla vita fosse una colpa… Ma non lo è e dunque niente scuse…

Tutto questo discorso si lega, in qualche modo, all’altro argomento che volevo affrontare: ho deciso di abbandonare Facebook per un po’. Lo faccio per potermi dedicare con più energia e concentrazione alle mie cose. Lo faccio perché in questo momento la vita reale, con le sue svolte, mi basta e mi avanza. Lo faccio per mantenere una promessa. E sinceramente lo faccio anche perché questo spazio virtuale comincia a starmi stretto e ad annoiarmi: uso Facebook da tempo ma questa esplosione di utenti forse sta provocando un livellamento verso il basso del social network… Sembriamo tanti burattini che recitano una parte: c’è lo snob, il politicizzato, il cazzaro, la depressa, la romantica, l’ambientalista, il filosofo, il rivoluzionario, pochi spunti davvero interessanti e originali, che non lasciano traccia dentro di me, uno spazio che non mi arricchisce più. E’ un mondo variegato e variopinto che rispecchia la società in cui viviamo, ma manca quell’imprevedibilità della vita reale di cui parlavo all’inizio, che nessun link o applicazione potrà mai restituire. Un po’ minestrone senza sale, un po’ megafono gracchiante e ripetitivo. Anche io sento di non essere più in grado di comunicare quello che provo, ho paura di essere ingabbiato in uno stereotipo che non mi rappresenta del tutto. Forse mi sbaglio… forse esagero… forse è solo una sensazione temporanea… ma tant’è.

Tornerò, perché comunicare con internet è una mia passione, ma non è il tempo giusto questo e, dunque, meglio una pausa.

A presto…

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Written by Pietro M.

giugno 29, 2010 at 2:37 pm

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Finalmente…

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Vorrei vivere a Montmartre; mangiare baguette e croissant; bere vino rosso con quel tipico stile francese dove anche il più fesso sembra un enologo; vorrei salutare con au revoir e ipocrita commovente gentilezza; vorrei lanciare sassi dal Canal St-Martin; avere quell’aria snob così odiata dagli italiani mangiaspaghetti; vorrei sedermi su quelle malinconiche panchine di quei perfetti immensi giardini parigini e riempirmi di grandeur; vorrei sedermi in un café con un libro a far finta di essere un intellettuale; vorrei adorare la Nike di Samotracia al Louvre almeno una volta a stagione come una dea che regolasse il mio tempo; vorrei partecipare a uno di quegli scioperi che memori di antiche rivoluzioni paralizzano tutto; vorrei sentire il suono triste di un accordéon e invitare finalmente Amélie a ballare…

Finalmente sono tornato a sognare e a scrivere.

Written by Pietro M.

gennaio 15, 2010 at 7:30 pm

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R.I.P.

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E’ opportuno esternare il dolore? E’ opportuno parlare di una cosa così intima come la morte di un padre in uno spazio pubblico così freddo come questa piazza virtuale? Si, lo è. Perchè l’esistenza, complessa e intricata, è fatta anche di queste cose difficili che non vanno nascoste solo perchè magari indigeste. Internet è un mezzo di comunicazione e comunicare, comunicare tutto, non fa male.

Se c’è una cosa che ho imparato da tutto quello che mi è successo è che con il mistero della morte bisogna fare i conti e che bisogna cercare di affrontarlo con la maggiore naturalezza possibile.

Tutto è iniziato circa 16 mesi fa, da quella telefonata alle 14.45 dell’11 dicembre 2007. Da allora la mia vita è cambiata completamente e da allora ho affrontato situazioni, persone, ambienti, vicende che mai avrei pensato di trovarmi di fronte e che in qualche modo, nonostante l’alone di sofferenza, tormento, ansia, mi hanno fatto crescere. Ora poi credo di poterlo dire: questo terribile male di mio padre mi ha permesso di ravvivare l’amore per lui, per mia madre e per mio fratello. Il dolore, o meglio la dignità con cui abbiamo affrontato la sofferenza, in questi lunghi mesi, ci ha uniti più di prima.

Chi non è mai passato da queste esperienze, pur nella diversità di ogni singolo caso, non potrà mai capire fino in fondo quello che sto cercando di scrivere e quello che si prova in certe circostanze… fatti, gesti, espressioni che rimarranno impressi nella mia memoria per sempre.

Di mio padre in questo anno e mezzo voglio ricordare soprattutto le lunghissime passeggiate romane durante le terapie di cura, il suo passo ormai incerto ma pieno di forza e animato da quella curiosità strafottente che sempre lo aveva contraddistinto.

Ora si ricomincia. L’assenza di un padre sempre così presente è difficile da digerire ma la vita continua con il suo fascino, la sua incertezza, le sue sfide… Aver visto la morte mi ha fatto capire quanto la vita sia un bene ricco e prezioso che va goduto pienamente in ogni istante oltre che tutelato e quanto il diritto alla salute (con tutto ciò che presuppone dalla tutela ambientale all’assistenza sociale passando per la ricerca scientifica) debba essere garantito e difeso come una priorità imprescindibile.

Il mio pensiero solidale va infine a tutti quelli, malati e famigliari, che continuano a soffrire per un destino cinico e imperscrutabile che li costringe a non godersi questa vita così bella.

E dunque… ciao papà, ovunque tu sia… Io, carico dei tuoi insegnamenti, mi rimetto in cammino.

PS: colgo l’occasione per ringraziare, uno per uno, tutti quelli che mi hanno mostrato vicinanza in questi momenti.  Ci tengo a sottolineare che non si tratta di un ringraziamento di circostanza: le vostre parole e i vostri gesti mi sono stati davvero di conforto… e non se andranno…

Written by Pietro M.

luglio 2, 2009 at 11:13 am

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Vorrei

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Vorrei tornare qui… Nel mio blog, nel mio “Less is more”, nel mio spazio personale che mi ha visto scrivere per mesi e mesi pensieri su pensieri, a volte più profondi, a volte meno, riusciti e no. Stavo bene quando scrivevo e ora che ogni tanto ci torno mi dispiace trovare delle pagine che hanno perso la loro vitalità. La mia attività di blogger è coincisa con un periodo della vita in cui potevo pensare con più tranquillità e distacco alle cose del mondo e alla influenza che esse avevano su di me. Ora no, non è così: non ho il tempo ma soprattutto la lucidità necessaria per riflettere e scrivere, sono completamente immerso in una condizione di transitorietà che non mi aiuta. Non riesco più a “sottrarre mentalmente” come recita la descrizione del blog. E poi c’è quel mostro sociale di Facebook: la sua voracità che appaga la mia voglia di relazioni virtuali con il mondo, nonostante tutto.

Vorrei tornare qui…  è un’esigenza sommessa… ma non so se ci riuscirò e non so nemmeno perchè in fondo dovrei farlo. Forse, semplicemente, è che vorrei tornare a fare cose che non faccio più…

Written by Pietro M.

aprile 27, 2009 at 11:57 pm

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MPS di Ferrandina ed io…

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Sono felice di annunciare che è nato un nuovo blog: quello del Movimento Per la Sinistra di Ferrandina.

In questo momento particolare della mia vita, per me contano davvero solo tre cose: la famiglia, lo studio e la politica. Concentrerò esclusivamente su di esse tutte le mie energie.

E’ per questo che trascuro e continuerò a trascurare questo spazio personale, ormai corroso anche dal potere di Facebook.

Written by Pietro M.

marzo 6, 2009 at 7:16 am

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Il mio testamento biologico

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Prendendo spunto da iniziative analoghe nella rete, in ricordo della tragedia di Eluana Englaro e della sua famiglia, e per evitare che la mia vita sia manipolata dai Gasparri e dai Quagliariello di turno, rendo pubblico il mio testamento biologico:

Roma , 10 febbraio 2009

Io sottoscritto Monteleone Pietro, nato a Altamura (BA) il 09-02-1977, nella pienezza delle mie facoltà fisiche e mentali, dispongo quanto segue.

Qualora fossi affetto:
da una malattia allo stadio terminale,
da una malattia o una lesione traumatica cerebrale invalidante e irreversibile,
da una malattia implicante l’uso permanente di macchine o altri sistemi artificiali e tale da impedirmi una normale vita di relazione,
non voglio più essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico.

Nelle predette ipotesi:
qualora io soffra gravemente dispongo che si provveda ad opportuno trattamento analgesico pur consapevole che possa affrettare la fine della mia esistenza;
qualora non fossi più in grado di assumere cibo o bevande, rifiuto di essere sottoposto a idratazione o alimentazione artificiale;

Sempre nelle predette ipotesi:
Rifiuto qualsiasi forma di continuazione dell’esistenza dipendente da macchine.

Detto inoltre le seguenti disposizioni:

il mio corpo può essere donato per trapianti;
il mio corpo può essere utilizzato per scopi scientifici e didattici.

Lo scopo principale di questo mio documento è di salvaguardare la dignità della mia persona, riaffermando il mio diritto di scegliere fra le diverse possibilità di cura disponibili ed eventualmente anche rifiutarle tutte, diritto che deve essere garantito anche quando avessi perduto la mia possibilità di esprimermi in merito.
E questo al fine di evitare l’applicazione di terapie che non avessero altro scopo di prolungare la mia esistenza in uno stato vegetativo o incosciente e di ritardare il sopravvenire della morte.

Written by Pietro M.

febbraio 10, 2009 at 2:29 pm

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Congiuntivi esistenziali

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Se fossi un elettore di Gasparri, se avessi una villa abusiva in Sardegna, se guidassi un SUV, se fossi un fan di Gigi D’Alessio, se guardassi C’è posta per te… Se io, insomma, fossi tutto che quello che non sono o avessi tutto quello che non ho… la mia vita sarebbe più felice?

Io credo di no. E allora… avanti!

Written by Pietro M.

gennaio 20, 2009 at 2:47 pm

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