Less is more…

Pensieri pigri, comunicazioni moderne, sottrazioni mentali

R.I.P.

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E’ opportuno esternare il dolore? E’ opportuno parlare di una cosa così intima come la morte di un padre in uno spazio pubblico così freddo come questa piazza virtuale? Si, lo è. Perchè l’esistenza, complessa e intricata, è fatta anche di queste cose difficili che non vanno nascoste solo perchè magari indigeste. Internet è un mezzo di comunicazione e comunicare, comunicare tutto, non fa male.

Se c’è una cosa che ho imparato da tutto quello che mi è successo è che con il mistero della morte bisogna fare i conti e che bisogna cercare di affrontarlo con la maggiore naturalezza possibile.

Tutto è iniziato circa 16 mesi fa, da quella telefonata alle 14.45 dell’11 dicembre 2007. Da allora la mia vita è cambiata completamente e da allora ho affrontato situazioni, persone, ambienti, vicende che mai avrei pensato di trovarmi di fronte e che in qualche modo, nonostante l’alone di sofferenza, tormento, ansia, mi hanno fatto crescere. Ora poi credo di poterlo dire: questo terribile male di mio padre mi ha permesso di ravvivare l’amore per lui, per mia madre e per mio fratello. Il dolore, o meglio la dignità con cui abbiamo affrontato la sofferenza, in questi lunghi mesi, ci ha uniti più di prima.

Chi non è mai passato da queste esperienze, pur nella diversità di ogni singolo caso, non potrà mai capire fino in fondo quello che sto cercando di scrivere e quello che si prova in certe circostanze… fatti, gesti, espressioni che rimarranno impressi nella mia memoria per sempre.

Di mio padre in questo anno e mezzo voglio ricordare soprattutto le lunghissime passeggiate romane durante le terapie di cura, il suo passo ormai incerto ma pieno di forza e animato da quella curiosità strafottente che sempre lo aveva contraddistinto.

Ora si ricomincia. L’assenza di un padre sempre così presente è difficile da digerire ma la vita continua con il suo fascino, la sua incertezza, le sue sfide… Aver visto la morte mi ha fatto capire quanto la vita sia un bene ricco e prezioso che va goduto pienamente in ogni istante oltre che tutelato e quanto il diritto alla salute (con tutto ciò che presuppone dalla tutela ambientale all’assistenza sociale passando per la ricerca scientifica) debba essere garantito e difeso come una priorità imprescindibile.

Il mio pensiero solidale va infine a tutti quelli, malati e famigliari, che continuano a soffrire per un destino cinico e imperscrutabile che li costringe a non godersi questa vita così bella.

E dunque… ciao papà, ovunque tu sia… Io, carico dei tuoi insegnamenti, mi rimetto in cammino.

PS: colgo l’occasione per ringraziare, uno per uno, tutti quelli che mi hanno mostrato vicinanza in questi momenti.  Ci tengo a sottolineare che non si tratta di un ringraziamento di circostanza: le vostre parole e i vostri gesti mi sono stati davvero di conforto… e non se andranno…

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Written by Pietro M.

luglio 2, 2009 a 11:13 am

Pubblicato su diario

Una Risposta

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  1. […] Franco non c’è più e Pietro scrive questa bellissima cosa che non si riesce a leggere, se non tutto d’un fiato. Io, per […]


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