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Pensieri pigri, comunicazioni moderne, sottrazioni mentali

Il mondo senza colori

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La crisi economica mondiale sta diventando un’enorme bolla dentro cui nascondere colpe e annullare differenze. Tutti invocano il dialogo, l’unità, la collaborazione fra le varie forze politiche per affrontare e risolvere questa congiuntura. Non esistono colori, colori politici: siamo nella stessa barca, tutti siamo colpevoli e tutti insieme dobbiamo trovare le soluzioni. Ovviamente tutto questo non è vero. La colpa di questa crisi di sistema ha un nome, anzi… ha parecchi nomi, sui loro nomi è impressa una macchia, sui loro nomi grava un macigno così grande da non poter essere nascosto: si tratta dei grandi capitalisti del pianeta, dei banchieri, dei finanzieri, dei profeti della globalizzazione, si tratta di Bush, del partito repubblicano americano e dei suoi epigoni dal liberismo sfrenato. E’ in crisi un modello di produzione, quello capitalista, che loro hanno imposto, in alcuni casi anche con la forza e noi, quasi tutti noi, abbiamo subito senza fiatare.

A cavallo del millennio c’è stato chi, da Seattle a Genova, ha provato a dire che questa globalizzazione, questo modello di mercato così totalizzante, prima o poi, non avrebbe retto e avrebbe creato grossi problemi alle popolazioni del mondo; c’è stato chi ha provato ad indicare un’altra strada, quello di un modello di sviluppo sostenibile che mettesse al centro l’uomo, il suo benessere ambientale, nel quadro di uno sfruttamento equo ed equilibrato delle risorse. Gli altri hanno risposto con la chiusura e la repressione. Ora, ad un tratto, come un meteorite, mandato forse da Dio, dal loro Dio, c’è la crisi, la crisi dell’auto, delle banche, dei mutui, dei mercati, dei consumi, la recessione, le borse impazzite; tutti gli osservatori in cravatta e  magari calzini bucati (immersi fino al collo in questo sistema) pontificano, consigliano, invocano il famoso “senso di responsabilità”, quello che loro non hanno mai avuto se siamo arrivati fino a questo punto…  Addirittura in Italia c’è un ministro dell’Economia, iperliberista fino all’altro ieri, che vende libri e si pavoneggia nei convegni criticando la globalizzazione senza nessun senso del pudore…

E allora no… i colori esistono eccome, sono sempre esistiti, esistono, ancora e soprattutto, il rosso e il nero. Sta a noi imparare a riconoscerli e non confonderli in questo grigio in cui vogliono costringerci.

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Written by Pietro M.

gennaio 28, 2009 a 10:27 am

Pubblicato su società

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