Less is more…

Pensieri pigri, comunicazioni moderne, sottrazioni mentali

Archive for gennaio 2009

Il mondo senza colori

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La crisi economica mondiale sta diventando un’enorme bolla dentro cui nascondere colpe e annullare differenze. Tutti invocano il dialogo, l’unità, la collaborazione fra le varie forze politiche per affrontare e risolvere questa congiuntura. Non esistono colori, colori politici: siamo nella stessa barca, tutti siamo colpevoli e tutti insieme dobbiamo trovare le soluzioni. Ovviamente tutto questo non è vero. La colpa di questa crisi di sistema ha un nome, anzi… ha parecchi nomi, sui loro nomi è impressa una macchia, sui loro nomi grava un macigno così grande da non poter essere nascosto: si tratta dei grandi capitalisti del pianeta, dei banchieri, dei finanzieri, dei profeti della globalizzazione, si tratta di Bush, del partito repubblicano americano e dei suoi epigoni dal liberismo sfrenato. E’ in crisi un modello di produzione, quello capitalista, che loro hanno imposto, in alcuni casi anche con la forza e noi, quasi tutti noi, abbiamo subito senza fiatare.

A cavallo del millennio c’è stato chi, da Seattle a Genova, ha provato a dire che questa globalizzazione, questo modello di mercato così totalizzante, prima o poi, non avrebbe retto e avrebbe creato grossi problemi alle popolazioni del mondo; c’è stato chi ha provato ad indicare un’altra strada, quello di un modello di sviluppo sostenibile che mettesse al centro l’uomo, il suo benessere ambientale, nel quadro di uno sfruttamento equo ed equilibrato delle risorse. Gli altri hanno risposto con la chiusura e la repressione. Ora, ad un tratto, come un meteorite, mandato forse da Dio, dal loro Dio, c’è la crisi, la crisi dell’auto, delle banche, dei mutui, dei mercati, dei consumi, la recessione, le borse impazzite; tutti gli osservatori in cravatta e  magari calzini bucati (immersi fino al collo in questo sistema) pontificano, consigliano, invocano il famoso “senso di responsabilità”, quello che loro non hanno mai avuto se siamo arrivati fino a questo punto…  Addirittura in Italia c’è un ministro dell’Economia, iperliberista fino all’altro ieri, che vende libri e si pavoneggia nei convegni criticando la globalizzazione senza nessun senso del pudore…

E allora no… i colori esistono eccome, sono sempre esistiti, esistono, ancora e soprattutto, il rosso e il nero. Sta a noi imparare a riconoscerli e non confonderli in questo grigio in cui vogliono costringerci.

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Written by Pietro M.

gennaio 28, 2009 at 10:27 am

Pubblicato su società

Per un’altra sinistra

with 9 comments

Care compagne, cari compagni

ho deciso di lasciare il partito della Rifondazione Comunista. Lo considero una casa snaturata e per questo mi dedicherò a ricostruire una sinistra curiosa del mondo che cambia, all’altezza delle sfide del tempo presente, fatta di sentimenti buoni, di capacità di stare nella realtà, di conoscere i territori e i luoghi di lavoro.

Parlo per me, per il mio sentire, per la mia idea di politica. Non chiedo quindi un reclutamento, una leva militare. Ognuno e ognuna farà i conti con la propria coscienza. Lo spirito che mi muove non vuole determinare rotture ma contaminazioni virtuose: è tempo di elaborare un pensiero forte, di fronte a un mondo attraversato dalla crisi economica e dalla crisi ambientale, per presentarci non come portatori di vecchie mitologie ma come ricercatori di futuro. Dalla settimana prossima il mio cervello e il mio cuore, insieme a quelli di tante e di tanti, avrà solo un assillo: ricostruire per l’Italia e per l’Europa una grande sinistra di popolo, una grande sinistra per il futuro.

Nichi Vendola


Io, come da tempo avevo deciso, mi associo a lui. Dopo quasi 10 anni, non rinnoverò la tessera di Rifondazione Comunista. Con me altri compagni del mio circolo. E’ finita un’epoca, se ne apre un’altra; senza rinnegare nulla e senza particolari rimpianti. In Italia, ora, presto, c’è bisogno di una sinistra larga e diffusa non di un partitino comunista. Bisogna lavorare per questo: per aprirsi e contaminarsi, non per chiudersi e marcare l’identità.

Ho poco da aggiungere alle parole di Nichi. Sogno che un giorno lui, proprio lui, poeta, meridionale, cattolico, gay, diventi il nostro Presidente del Consiglio. Sperare non costa nulla… l’America di Obama ce lo insegna…

Written by Pietro M.

gennaio 22, 2009 at 1:49 pm

Congiuntivi esistenziali

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Se fossi un elettore di Gasparri, se avessi una villa abusiva in Sardegna, se guidassi un SUV, se fossi un fan di Gigi D’Alessio, se guardassi C’è posta per te… Se io, insomma, fossi tutto che quello che non sono o avessi tutto quello che non ho… la mia vita sarebbe più felice?

Io credo di no. E allora… avanti!

Written by Pietro M.

gennaio 20, 2009 at 2:47 pm

Pubblicato su diario