Less is more…

Pensieri pigri, comunicazioni moderne, sottrazioni mentali

Archive for novembre 2008

Odi et amo Vol. 1

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“Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.”

Odio e amo. Perché io faccia questo, forse domandi. Non lo so. Ma sento che accade e mi tormento.


Odio:

i rubinetti che gocciolano, il testo non giustificato, gli errori grammaticali, i link non funzionanti, il rosa, le donne che non mangiano, gli uomini che non bevono, le divise, l’hip hop, gli ombrelli rotti, i buchi ai calzini, la redbull, la caccia, i collant color carne, il vento, le matite spuntate, le macchie d’inchiostro, i black out, le alghe, le briciole, il Times New Roman, gli adesivi sulle auto, i libri non rilegati, la birra calda, Napoli, le suole rumorose, le discoteche, la forfora, le fette biscottate spezzate, la parole troncate, i pantaloni bianchi, le camicie celesti con il colletto bianco, gli eventi rinviati, i capelli cotonati, gli autogol, l’interismo, le scarpe bagnate, le parole non dette, i minuti di recupero, il pane sciapo…

Amo:

il camino, i capelli neri lunghi, gli occhi scuri, le foglie secche, le caldarroste, la sabbia nel pugno, la rotellina del mouse, le lenzuola pulite, la doccia calda, le piazze, l’alito sul vetro, la neve, il caffè, la erre francese, il sapone sulle mani, le scale mobili, il rosmarino, il muschio, la barba, l’abbronzatura, il torchio, il pizzo nero, il pugno di sale grosso, i petali di rosa, la calamita, gli ingranaggi, la salsedine, le linee rette, le curve morbide, la primavera, i cuscini, il presepe, i distillati, gli addobbi natalizi, la schiuma del cappuccino, le isole pedonali, la brace, le classifiche, le caselle da riempire, le cupole…

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Written by Pietro M.

novembre 24, 2008 at 9:35 pm

Pubblicato su citazioni, diario

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Pietro

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Quando mi capita di essere rabbuiato e pensieroso (condizione ultimamente molto frequente), se posso, colgo l’occasione per andare, in rigorosa perfetta solitudine e possibilmente in orari poco turistici, a Piazza San Pietro. Quando sono lì… sarà il rumore dell’acqua delle fontane, sarà l’accogliente colonnato del Bernini, saranno i colori pastello dei marmi, sarà il suono delle campane più importanti del mondo, sarà la consapevolezza di essere veramente a Roma, sarà la straordinarietà del monumento o la maestosità del cupolone, insomma… quando sono lì, dicevo, mi sento decisamente meglio. E’ una grande fortuna.

Written by Pietro M.

novembre 21, 2008 at 12:57 am

Pubblicato su diario

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Pubblicità progresso

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Questo è di nuovo un periodo in cui non riesco a scrivere molto. Forse l’emisfero destro del cervello sta prendendo il sopravvento su quello sinistro. Il mare di stati d’animo che turbinosamente mi fluttua dentro non riesce a concretizzarsi in pensieri calmi e razionali.

E allora questa volta non parlo di me. Questa volta parlo di due blog che voglio segnalare.

Si tratta dei blog di due persone molto diverse tra loro, di cui ho un grado di conoscenza differente, che non esiterei a definire entrambi amici se solo all’amicizia io non dessi per natura un significato insolito da quello banalmente ricorrente.

Non si tratta di quei blogger esperti, fanatici e autoreferenziali che credono di saper comunicare solo perchè hanno centinaia di tag e link, ma di persone che hanno qualcosa da dire perchè la sentono veramente: cuore e cervello.

Il primo è La tana della taranta di Francesco: profondo, poetico, originale, a tratti romanzesco.

L’altro è il Ferdinando di Antonello: impeccabile, asciutto, elegante, dal ritmo serrato.

La cosa che hanno in comune questi due blog è soprattutto una: l’amore per l’uso delle parole.

Quando li leggo mi arricchisco. Garantisco che per me non è poco…

Written by Pietro M.

novembre 17, 2008 at 12:20 pm

Pubblicato su web

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Genova, il male assoluto

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Le vicende del luglio 2001 durante il G8 di Genova rappresentano una delle pagine più buie della storia repubblicana italiana.

Per me però non è solo una semplice pagina buia, ma è soprattutto una ferita aperta che gronda sangue, è una lacerazione dell’anima che dopo 7 anni non si placa.

Io non ho vissuto in prima persona quei giorni; ho solo letto, ascoltato e guardato testimonianze. Quelle vere, non quelle flitrate dal nostro regime mediatico. Non voglio nemmeno osare a immaginare cosa provi oggi chi a Genova c’era davvero; d’altronde sono noti i racconti di gente caduta in depressione, insonne e preda di incubi e paure a distanza di mesi.

Sotto i colpi delle sentenze di questi giorni e di questi mesi sui fatti di Bolzaneto e della Diaz, la verità e la giustizia sono morte una seconda volta: sentenze contraddittorie e vuoti legislativi di un Paese in cui non funziona niente hanno punito lievemente solo alcuni, assolvendo vertici e mandanti politici.

Non bastano le immagini e  i racconti agghiaccianti di pestaggi, violenze, insulti, torture, non bastano le testimonianze di giornalisti, medici, volontari, parlamentari, religiosi, sindaci, gente comune, non basta aver accertato la costruzione di prove false.  Non basta tutto ciò: ha vinto lo Stato di Polizia avallato da uno Stato in cui il diritto scricchiola.

Io qui non voglio fare un discorso ideologico sulle ragioni o meno dei manifestanti, sul grado fisiologico di violenza che può esserci in un movimento di contestazione, è un discorso che non mi interessa perchè conosco la mia risposta, so che c’era chi manifestava contro un sistema economico-politico globale che ci sta portando allo sfascio e chi questo sistema lo ha difeso con tutti i mezzi a disposizione, leciti ed illeciti.

So benissimo anche che uno Stato di diritto ha bisogno di forze armate che garantiscano l’ordine pubblico come in ogni Paese civile, ma a Genova l’ordine pubblico è diventato uno scudo dietro cui si sono consumate le peggiori nefandezze che un essere umano possa compiere, tutto in nome di un disegno politico: colpire e annientare il movimento antiglobalizzazione.

E’ per questo che quelle sentenze fanno male: per quel senso di impunità, sfiducia, impotenza che trasmettono, per quella solita sensazione di una giustiza italiana forte con i deboli e debole con i forti. Cosa deve fare di più un uomo per essere punito dalla legge oltre picchiare, insultare, violentare, torturare?

Rimangono così in me solo sconforto, odio e rabbia contro la polizia italiana (che da questa vicenda  esce almeno con una pessima figura internazionale) e contro chiunque provi a giustificare, snobbare e minimizzare quei terribili eventi.

Di più non riesco a scrivere…

Written by Pietro M.

novembre 15, 2008 at 2:36 pm

Pubblicato su politica

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L’isola fenice

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Isola feniceclicca sulla locandina per ingrandirla

Segnalo questo incontro che si terrà a Ferrandina (MT), giovedi 13 novembre, organizzato dall’associazione Pensiero Attivo, patrocinato dalla Consulta Giovanile del Comune di Ferrandina, a cura di Antonio Dipersia.

Written by Pietro M.

novembre 10, 2008 at 8:04 pm

Pubblicato su promozioni

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Io sono qui

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Una nuova casa, un nuovo indirizzo, stesso nome.

Ho ancora molto da dire e molte sono le cose da raccontare.  Con la solita rabbia e la solita speranza.

Benvenuti!

Written by Pietro M.

novembre 9, 2008 at 12:57 pm

Pubblicato su diario